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Villa dell'Amarissimo

Tra i villini dei primi del ‘900, a Riccione, merita certamente una menzione villa Amarissimo, sorta attorno al 1928 sul viale Dante. A distanza di tanti anni la villa fortunatamente non è stata soggetta alla demolizione per far spazio a un condominio o a un albergo, seppure destinato alla nobile causa della crescita del turismo riccionese; essa è ancora lì, con le stesse linee con cui la volle far erigere il suo primo proprietario, noto farmacista di quell’epoca: Arnaldo Passerini, nato nel 1891 a Finale Emilia in provincia di Modena e deceduto attorno agli anni ’50.
Come ci racconta l’attuale proprietaria, sembra che il villino fosse stato progettato da un fratello dello stesso Arnaldo.
Arnaldo Passerini fu vicepodestà a Riccione, dove è ricordato non solo per essere stato il proprietario della farmacia dell’Amarissimo, ancora oggi  in piena attività in viale Ceccarini, e per aver controllato lo sfruttamento delle acque termali riccionesi, ma anche per il suo carattere di uomo mite e generoso, che non faceva mancare donazioni e aiuti alla popolazione.
Durante la guerra, in Italia, il ferro scarseggiava, così anche i riccionesi dovettero sottostare al regolamento nazionale che imponeva a tutti i cittadini di dare il loro contributo. Avvicinandosi il conflitto bellico bisognava costruire armi e veicoli da guerra, perciò nel 1940 furono varate disposizioni legislative per recuperare manufatti civili in acciaio, ferro e ghisa. Per la raccolta, come attesta Dante Tosi in ‘’Riccione una rotta nel vento’’, si mobilitano semplici cittadini e istituzioni, soprattutto partiti, scuole e sindacati.
Si raccoglie ferro ovunque, tra i rottami e in tutti gli angoli delle case. Camionate di metallo per una lira al chilo. Alla razzia non sfuggono le cancellate delle ville, comprese quelle artistiche che cingevano i giardini delle abitazioni dei Santangelo, Terzi, Passerini, Santi, Pullè, Pasquini e Guarnieri. Queste ultime due famiglie invano tentano di reclamare ricorrendo alla Sovrintendenza ai monumenti della Romagna.
La villa della famiglia Pasquini è villa Emilia, in viale Francesco Baracca, che oggi conserva una recinzione in legno.

La cancellata è stata data alla patria e quella originale era decorata.
La cancellata di recinzione come nei due cancelli originari rimasti (uno lungo via Dante e l’altro lungo via Ariosto) riportava le iniziali del proprietario.Per la cronaca va sottolineato che non solo a Riccione vennero strappate alle ville tante belle cancellate; a Pesaro, per esempio, vennero fusi anche i due portali Liberty e la cancellata del villino Ruggeri dell’architetto Brega.
Per i motivi sopra esposti, invece, l’originaria cancellata in ferro battuto con le iniziali del primo proprietario, Arnaldo Passerini, circonda ancora Villa Amarissimo sia sul lato che si affaccia sul viale Dante di Riccione che su quello del vialetto laterale.

La villa conserva un discreto giardino che affaccia sul viale Dante, dove vi è l’ingresso principale. Il giardino è arricchito da qualche pianta e da un boschetto, al confine, per dare privacy all’interno. Sul lato che affaccia sulla pasticceria Moderna vi è l’ingresso alla dependance, probabilmente realizzata in seguito. Il cancello è adibito al passaggio dei mezzi di strasporto. Confina con l’hotel Luna.
Il villino non è riccamente decorato. Conserva una decorazione più Art Decò che Liberty. I capitelli delle balaustre e delle colonne utilizzate nella decorazione del portico del piano rialzato e del terrazzo al primo piano riportano una decorazione florelae classica, dalle linee semplici ed essenziali: foglie corinzie nel capitello delle colonne degli archi e un fiore nelle piccole balaustre.
L’architetto ha utilizzato per l’esterno del piano terra un muro bugnato e per il primo piano un mattoncino. Da una cartolina della villa in possesso da Andrea Speziali, edita nel volume ‘’Una Stagione del Liberty a Riccione’’, Maggioli Ed, a Pag. 41, troviamo la conferma che la villa si è sempre mantenuta come allora, a parte la sostituzione di qualche albero. Le finestre dal pianterreno sono ad arco, mentre quelle al primo piano a mattoncino. Purtroppo non è possibile accertare la variazione dei colori dell’edificio durante il tempo. Però posso presumere che le cromie della villa si siano sempre mantenute simili, nonostante le varie imbiancature nel corso degli anni.

 



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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