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Villa Martinelli Soleri

Villa Martinelli Soleri

A fianco dell’Ospizio Amati Martinelli, sorse negli ultimi decenni dell’800 la villa del Conte Martinelli Soleri della quale, demolita nel secondo dopoguerra, oggi rimane,
al n° 15 di Viale Gramsci, un piccolo corpo di fabbrica ampiamente alterato al piano terra, ma che conserva al piano superiore elementi originari quali la balaustra in terracotta e la moresca finestra a sesto acuto.

Nella seconda metà dell’‘800 il Conte Giacinto Martinelli di Rimini decise di redigere un piano regolatore per i terreni di sua proprietà a Riccione, che andavano dall’odierno viale Ceccarini verso sud-est, fino alla cosiddetta fossa Martinelli, corrispondente all’attuale zona denominata Abissinia.
Il piano prevedeva una maglia regolare che separava lotti nei quali sarebbero stati costruiti villini con giardino. Perché Martinelli decise di insediarsi a Riccione, investire in terreni e costruirvi la  sua stessa sfarzosa dimora?

Secondo Borghi, acquistò un ampio tratto degli arenili, dove costruì la villa, l’ospizio e progettò il piano regolatore, avendo una “chiara visione dell’avvenire di Riccione”.
Martinelli credeva infatti nello sviluppo futuro della città come colonia marina per le cure dei bambini e aveva fatto costruire la colonia che portava il suo nome. Ma c’era di più: immaginava molto chiaramente, e sappiamo oggi che non sbagliava, anche una località di vacanza per l’alta società.
Si può presupporre che queste idee fossero nate in lui viaggiando, che avesse visto le città balneari che in quel momento stavano sorgendo in Europa. Sicuramente il Conte era un imprenditore colto e lungimirante, conosceva la realtà Europea ed aveva l’ambizione di sperimentare sui propri terreni le tendenze urbanistiche più in voga del momento.
Sappiamo che era stato a Parigi, dove era rimasto colpito dai grandi boulevards progettati da Haussmann, e che, con l’aiuto dell’amico Cicchetti, che oggi verrebbe definito “architetto del paesaggio”, aveva creato per Riccione grandi viali alberati.
La lottizzazione Martinelli si differenziava da quella Ceccarini (dal nome del proprietario dei terreni), sviluppatasi nella zona tra l’attuale viale Ceccarini e il Rio Melo, proprio perché in essa era evidente un progetto che non lasciava nulla al caso e presentava analogie con le nuove città balneari che stavano sorgendo sulle rive di tutta Europa.

Il piano Martinelli diventò un modello per tutti coloro che volevano costruire a Riccione; generalmente i proprietari di terreni vi si adeguavano. Era importante che la città balneare fosse strutturata in modo armonioso per invogliare nobili e alto-borghesi ad acquistare un villino per le vacanze.
Seguendo l’esempio del conte, gli altri possidenti tracciarono sui propri terreni una maglia di strade ortogonali e vendettero i lotti ai nuovi villeggianti, sempre più numerosi. Ogni nuova lottizzazione ripeteva il modulo delle precedenti: si venne così a creare una struttura urbana piuttosto regolare, anche in assenza di un piano regolatore unitario (il primo sarà redatto nel 1912).

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Schema delle lottizzazioni Martinelli e Ceccarini sovrapposte alla rete stradale attuale.

La maggior analogia di Riccione con le altre città balneari d’Europa è che questi centri  si sviluppano conseguentemente alla scoperta degli effetti curativi dei bagni di mare e, successivamente, alla cura si associa lo svago.
Le città di vacanze, soprattutto se costruite ex-novo, costituiscono inoltre il terreno ideale per sperimentare ipotesi urbane, per dare forma alle utopie. Viene a crearsi una lontananza dalle città industriali non solo dal punto di vista dello spazio che le separa, ma della diversità del luogo. Ci si allontana dalle città industriali e ci si avvicina alla natura, in un luogo dove l’armonia è creata anche dall’omogeneità sociali: infatti solo i ceti abbienti possono godersi le città di vacanze.
Questo carattere selettivo si attenuerà, come vedremo, a partire dagli anni ’20.

A quello di Martinelli seguirono negli anni altri piani regolatori. Il primo piano regolatore ufficiale di Riccione fu redatto nel 1912 dall’ing.Saffi, incaricato dal Comune di Rimini. Tale piano riguardava Rimini e la zona litoranea da Rimini a Riccione; il modello a scacchiera veniva mantenuto, ma comparvero anche variazioni curvilinee e  furono creati centri di interesse collettivo; l’idea di riferimento era quella di “città giardino”, intesa come insieme di ville circondate da giardini. Nel 1917 venne redatto un nuovo piano regolatore dall’Ufficio tecnico del Comune di Rimini, per la ricostruzione dell’abitato riccionese dopo il terremoto dell’anno prima, ma non fu attuato. Solo con l’avvento dell’autonomia comunale verrà redatto e attuato un nuovo piano: ne parleremo in seguito.

Nella sezione <Gallery, Riccione, Cartoline, Ville> è pubblicata una cartolina d’epoca raffigurante la villa. La villa conservava un magnifico giardino e una vasca di pesci rossi accuditi dal custode Erculein, di cui l’abitazione rimasta ai nostri tempi era la sua.



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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